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La profezia francescana: lo spirito dell’economia

La profezia francescana: lo spirito dell’economia

di Fabio Reali (Autore)


Dopo una parte introduttiva sull'etica "come fattore intrinseco dell'economia" e "umano integrale", in quanto realtà non "disgiunta dalle altre dimensioni esistenziali dell'essere umano", Fabio Reali si immerge nell'approfondire alcuni aspetti etico-socio-economici elaborati dalla Scuola francescana medievale e tardomedievale, evidenziando un paradigma, che in questo momento assai difficile e delicato della nostra storia, può rappresentare l'occasione e il punto di riferimento per cambiare le vecchie regole, ormai sature e non più capaci di rispondere all'esigenza di un mercato globale sempre più selvaggio e sregolato, che l'homo oeconomicus e il neoliberismo con il tempo hanno mandato in frantumi.L'attenzione dell'Autore è rivolta ai primi due secoli di storia francescana (il XIII e il XIV) tradizionalmente egemone sul piano storiografico, esistenziale e teologico-sociale), ma non trascurai i due secoli successivi (il XV e il XVI), in una prospettiva, che io definirei realistica di analisi e di significati per l'esistenza di protagonisti come Bernardino da Siena, Antonino da Firenze e Luca Pacioli con il suo legame con Leonardo da Vinci e di determinati eventi come la felice istituzione dei Monti di Pietà. Ciò è tanto più rilevante se si pensa, da un lato, ad un certo "allontanamento", avvenuto all'interno dell'Ordine a causa del dibattito sull'usus pauper delle origini, che causò poi le note scissioni (Conventuali, Osservanti, Cappuccini), dall'altro si rafforzò, invece, l'impegno teologico-filosofico e pastorale esterno per quanto riguarda il coinvolgimento economico e politico.Nel segno di queste novità si pone il libro di Fabio Reali, che oggi si presenta ai lettori, i quali incontrano uno studio, che integra precedenti ricerche storiografiche su un lessico etico-economico francescano, elaborato da un'élite intellettuale impegnata, fin dal XIII secolo, in una intensa riflessione sulla ricchezza e l'avarizia, sulla necessità e il superfluo, sul capitale e il lavoro, sul mercato e il giusto prezzo, ecc. da cui sono derivate "teorie" e "prassi" socio-economiche. È soprattutto a questo tema che si riferisce oggi il libro di Fabio Reali, il quale indaga su due generazioni del francescanesimo: una prima, dominata da Francesco d'Assisi, Bonaventura da Bagnoregio, Pietro di Giovanni Olivi, Giovanni Duns Scoto e Gugliemo d'Ockham, e una seconda, dominata da figure come Luca Pacioli, Antonio Genovesi e l'economia civile, fino a giungere ad Adam Smith. E, a questo proposito, fa bene Fabio Reali ad esplicitare - in una prospettiva di lunga durata - quel capovolgimento della tesi di Max Weber, già sostenuta per primo dallo scrivente nel 1989 al Convegno promosso dalla Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale in collaborazione con la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Napoli, la Confindustria, il Banco di Napoli e il Formez sul titolo provocatorio "Nuove frontiere dell'etica economica" (cfr. Oltre Weber: lo spirito del capitalismo nel tardo Medioevo, Ave Editrice, Roma 1990, pp. 41-65) e successivamente da Giacomo Todeschini (I mercanti e il tempio: la società cristiana e il circolo virtuoso della ricchezza tra Medioevo ed età moderna, Il Mulino, Bologna 2002), secondo cui la valorizzazione del successo non è creazione di alterità. L'idea weberiana, infatti, non coglieva i nessi tra la testualità francescana e lo "spirito del capitalismo" del discorso economico occidentale. La conclusione è che l'economia di mercato ha intrinsecamente una sua moralità oggettiva, a cui devono conformarsi e attenersi, nel loro agire, anche le imprese e i singoli operatori economici. (cfr. enciclica Centesimus annus, 1991, n. 42). Da qui scaturisce la verità - e lo sa bene l'Autore, che nella storia del pensiero economico e delle istituzioni sociali né si improvvisa né si crea nulla di completamente nuovo e le analisi e le dottrine di un'epoca sono spesso anticipate dalle intuizioni del periodo precedente. Il che si può a buon diritto affermare della Abate Antonio Genovesi, il quale esalta gli ideali di libertà e di reciprocità, che sarà, di lì a poco, la sponda di Adam Smith, professore di filosofia morale. La "novità" del volume, in fondo, sta qui.Pertanto, gli studi sull'economia francescana aprono nuove prospettive di indagine, con l'opportunità di andare anche al di là dell'aristotelismo. C'è ancora del cammino da fare nell'esplorazione e nell'approfondimento dell'economia in quanto scienza che deve favorire il benessere e lo sviluppo "integrale" dell'uomo e di tutti gli uomini.Concludo queste poche parole della recensione all'ottima pubblicazione di Fabio Reali, consigliando vivamente la lettura, in particolare, a tutti i giovani economisti e imprenditori del mondo, che hanno seguito l'invito di Papa Francesco (The Economy of Francesco) "per cambiare l'attuale economia e dare un'anima all'economia di domani".

Prof. Oreste Bazzichi

Informazioni editoriali

Data di uscita
2023
Editore
L’Altro Editore
Pagine
342
ISBN
ISBN
9788894517941

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